novembre 24, 2023 3 min read

Il Crocifisso rappresenta la visione soprannaturale ricevuta dalla Serva di Dio Suor Lucia di Fatima il 13 giugno 1929, a Tuy (Spagna).

Questa visione conclude il ciclo di apparizioni mariane iniziato a Fatima il 13 maggio 1917, destinato alla Chiesa cattolica universale e, attraverso di essa, al mondo intero.

In basso c'è l'altare su cui i sacerdoti celebrano il Santo Sacrificio della Messa. Si tratta quindi di una rivelazione sul mistero eucaristico.

A destra c'è la veggente, suor Lucia di Fatima.

Il disegno rimanente rappresenta, in varie immagini, ciò che la Santa Messa è in realtà, al di là dei segni sacramentali visibili, compreso il rinnovamento del Sacrificio della nostra Redenzione, offerto alla Santissima Trinità da Cristo Redentore e Maria Corredentrice. In virtù di questo sacrificio, la Santissima Trinità riversa la Grazia e la Misericordia sul mondo intero, attraverso il rinnovamento sacramentale di quello stesso sacrificio, che avviene in ogni Santa Messa.

Vediamo in dettaglio i particolari di questa rappresentazione.
* In alto c'è il Padre, Prima Persona della Santissima Trinità.
* L'uomo crocifisso è Gesù, Seconda Persona della Santissima Trinità, il Figlio di Dio e di Maria Sempre-Vergine.
* La colomba tra il Padre e il Figlio è lo Spirito Santo, Terza Persona della Santissima Trinità.

Il mistero eucaristico è dunque contemplato nel "cuore" della vita trinitaria. "Uno della Trinità ha sofferto nella carne" (cfr. Giovanni II, in Denz 401, anno 534) e il suo sacrificio offerto alla Santissima Trinità si rinnova sacramentalmente in ogni Santa Messa, per ottenere Grazia e Misericordia per tutta l'umanità.

Suor Lucia ha confidato: "Ho capito che mi veniva mostrato il mistero della Santissima Trinità e ho ricevuto luce su questo mistero, che non mi è permesso rivelare". (Memorie, vol. I, Appendice II).

L'adorazione trinitaria è la meta del culto eucaristico, nel quale si rinnova il sacrificio della Redenzione e dal quale la santificazione (Grazia) e il perdono dei peccati (Misericordia) giungono al mondo intero. Lo ha insegnato anche l'Angelo del Portogallo nell'autunno del 1916, quando, prostrandosi davanti al Sacramento eucaristico, ha pronunciato la seguente preghiera:

"Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Ti adoro profondamente e Ti offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso è stato offeso, e per i meriti infiniti del Suo sacratissimo Cuore e del Cuore immacolato di Maria, Ti domando la conversione dei poveri peccatori".

Dal costato di Cristo sgorgano sangue e acqua (cfr. Gv 19,34), che sono il simbolo del Battesimo e dell'Eucaristia (cfr. CCC 1125), da cui dipendono in qualche modo tutti gli altri sacramenti. Il sangue di Cristo cade sull'ostia e gocciola nel calice: l'ostia e il calice di vino consacrati nella Santa Messa, ripresentano in modo incruento il sacrificio di Cristo, in cui ha versato tutto il suo sangue, per noi. Il vino consacrato nella Santa Messa diventa il vero sangue di Cristo, e anche nell'ostia consacrata c'è il sangue di Cristo, insieme al suo corpo, alla sua anima e alla sua divinità.

Sul lato destro del Crocifisso troviamo la Vergine Maria di Fatima, con il suo Cuore Immacolato, tenuto nella mano sinistra, fiammeggiante e circondato da spine, che simboleggiano il suo amore sacrificale. Le spine rappresentano i peccati dell'uomo, per i quali anche Lei ha sofferto, insieme al Suo Figlio Divino. Il Calice con l'Ostia è al centro, tra Gesù Crocifisso e il Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, a indicare la sua unione con il Sacrificio Redentore del Figlio. In virtù di questa unione, l'Angelo del Portogallo ha insegnato che la preghiera di riparazione dei peccati deve essere rivolta non solo a Gesù, ma anche alla Vergine Maria. Così recita l'ultima parte della sua preghiera, citata sopra: "... e per i meriti infiniti del suo sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, ti domando la conversione dei poveri peccatori".

Papa Benedetto XV ha insegnato il valore corredentore delle sofferenze della Vergine Maria ai piedi della Croce. E San Giovanni Paolo II ha affermato la presenza mistica, ma reale, di Maria in ogni rinnovamento sacramentale del Sacrificio del Calvario.

I fasci di luce che emanano da Cristo Crocifisso e avvolgono l'Eucaristia e il Cuore Immacolato di Maria rappresentano la "Grazia e la Misericordia", frutto del Sacrificio di Cristo e di Maria, applicate alla Chiesa e a tutta l'umanità, in ogni Santa Messa.


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