La Famiglia Ghirelli

Vieni e diventa uno di noi

UN SEGRETO DI FAMIGLIA RIMASTO TALE FINO AD ORA

Per la prima volta, Cinzia and Alessandro raccontano gli aspetti più intimi e veritieri degli inizi della Ghirelli e della loro visione del Rosario, nella speranza di rendere con ciò testimonianza dell’amore di Dio.

UNA TRAGEDIA PER UNA FAMIGLIA DEVOTA

Alessandro e Cinzia, all’epoca ancora la sua fidanzata, stavano rientrando dopo aver ritirato passaporti per recarsi a Medjugorje in pellegrinaggio privato, quando la loro auto fu investita.
La famiglia fu trasportata in ospedale. Il padre di Alessandro, che viaggiava con loro, lottò per la sua vita ma morì qualche giorno dopo a causa delle ferite riportate. Cinzia, all’epoca molto giovane e fidanzata con Alessandro, sembrava non dover sopravvivere.
Alessandro, devastato, pregò il cielo per un miracolo. Cinzia ce la fece e si sposarono pochi anni dopo..
A seguito della morte del padre, Alessandro si trovò erede della ditta paterna che si occupava di distribuzione di frutta e verdure, un’attività costruita su speranze e strette di mano….

VEDERE LA BELLEZZA IN UNA PERDITA INDICIBILE

A soli pochi mesi di distanza dalla tragica perdita di papà Ghirelli, il disastro nucleare di Chernobyl colpì l’Europa. I frutti e i prodotti che il Signor Ghirelli aveva così orgogliosamente distribuito per conto dei produttori locali erano ricoperti dalle spore radioattive e dovettero essere distrutti. L’effetto della perdita distrusse una vita di lavoro. In quel momento, Alessandro e Cinzia si trovarono improvvisamente ad affrontare perdite e debiti che ammontavano a quasi mezzo milione di dollari. Sconvolti, tornarono a inginocchiarsi in preghiera.
Nel loro dolore e nel totale abbandono, la Provvidenza non lasciò sola la giovane coppia, portandoli a incontrare persone che li avrebbero presi per mano accompagnandoli sui sentieri della volontà divina. In quel tempo i pilastri ai quali si appoggiarono furono Don Nello, un sacerdote che aveva vissuto accanto a Padre Pio negli anni cinquanta del secolo scorso; Don Carlo, un sacerdote con doni speciali; e Suor Pia, una suora di clausura agostiniana che viveva in un monastero a Ferrara.

“PERCHE’ NON FATE ROSARI?”

Rosari…?
In quella stagione di dolore sbocciò il loro amore per la recita del Rosario. La coppia pregava unita usando la tradizionale corona, chiamata rosario. Improvvisamente, una sera, con sorpresa di Cinzia, Alessandro si sentì profondamente spinto al fatto che doveva creare dei rosari.
Nel totale abbandono a Dio e consacrando tutto al Cuore Immacolato di Maria, armati di fede si affacciarono all’ignoto. Animati da una forza spirituale interna, la famiglia cominciò a produrre rosari. Sembrava che ogni direzione prendessero fosse piena di mille ostacoli, eppure, sempre misteriosamente, arrivava sempre una soluzione. Compresero presto che c’era un Qualcuno dall’alto che puliva loro la strada.
Una cosa era loro Chiara: I loro rosari non dovevano essere semplici oggetti, ma un tributo alla Preghiera del Rosario.
Su una cosa erano d’accordo, se dovevano fare rosari, questi dovevano essere i più bei rosari mai visti. Questi rosari non sarebbero stati semplicemente una fila di perline… no … sarebbero stati delle opere d’arte. Per la loro qualità e la loro bellezza, i rosari Ghirelli avrebbero indicato a chi li usava il valore intrinseco della preghiera nonché l’onore dovuto a Dio e alla Madonna. Un rosario di grande rilevanza e bellezza che rispecchiasse la rilevanza e la bellezza di ogni preghiera..
Tutto ciò anticipava nei loro cuori quello che San Giovanni Paolo II avrebbe scritto molti anni dopo nella bellissima Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariæ: “Strumento tradizionale per la recita del Rosario è la corona. Nella pratica più superficiale, essa finisce per essere spesso un semplice strumento di conteggio per registrare il succedersi delle Ave Maria. Ma essa si presta anche ad esprimere un simbolismo, che può dare ulteriore spessore alla contemplazione”

Loro sono le

GENERAZIONI GHIRELLI

Una nuova generazione di Ghirelli sta entrando nell’impero Ghirelli, con una visione tutta sua.